Nel corso dei suoi due millenni di storia, la Chiesa ha ritenuto di grande importanza il fenomeno della mobilità umana in tutte le sue forme, forzata o liberamente scelta. L’ha sempre trattato prima di tutto come una realtà strutturale inevitabile, un “segno dei tempi” che merita di essere usato per rinnovare l’umanità e annunciare il Vangelo della pace; poi, come un “luogo teologico”, cioè un contesto sociale ed ecclesiale da cui e in cui la teologia è fatta e vissuta; infine, come un luogo di rivelazione divina. In questa luce il volume, curato da Fabrizio Meroni, cerca di esaminare la risposta della Chiesa africana e le sue prospettive missionarie di fronte alla realtà della mobilità umana. Tra i saggi raccolti, si segnala il contributo di Barly Kiweme Ekwa, dottorando in Teologia Pastorale e Mobilità Umana (SIMI-PUU), che rivolge particolare attenzione al fenomeno migratorio nella Repubblica Democratica del Congo e all’approccio adottato dalla Chiesa locale, al fine di comprendere e proporre le migliori piste per orientare la pastorale della mobilità umana nel Paese africano. Le riflessioni conclusive sulla teologia della mobilità umana delineano i principi teologici su cui dovrebbe basarsi l’azione missionaria e pastorale della Chiesa in Africa nel campo delle migrazioni.